I film per Halloween – Articolo

Halloween è una festa popolare di origine celtica in onore dei morti, quanti film l’hanno usata per spaventarci?

Halloween (All Hallow’s Eve, vigilia di Ognissanti) è una festa importata, di origine celtica, associata al sovrannaturale, osservata in generale nei paesi anglofoni dai tempi dell’Alto Medioevo (500/1000 d.C.).

Noi avevamo il Carnevale, festività di origine greco/romana, legata a date della tradizione cristiana, che per noi è rimasta come occasione per travestirsi variamente, persi quasi del tutto gli altri collegamenti religiosi.

Gli anglosassoni per avere il pretesto di travestirsi anche loro, hanno ideato la famosa festa di “dolcetto o scherzetto”, che per noi europei ha raddoppiato la scusa per inventarsi costumi e maschere divertenti. Una festa che ha lontane origini popolari è finita per diventare un momento dedicato al divertimento e al sovrannaturale, all’horror, genere letterario e cinematografico che tante gioie ci ha dato.

Tantissimi film si potrebbero scegliere per una maratona “de paura”, compresi una quantità di titoli minori, a volte nemmeno passati nelle nostre sale, che si possono recuperare in qualche streaming, specie in questo periodo dell’anno.

Bill Skarsgård

Un’icona di terrore ineguagliabile, sulla pagina scritta e sullo schermo, il pagliaccio di It.

Del resto a digitare su Google (o chiedere alla IA) “film di Halloween”, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Si parte dalle saghe slasher con un sanguinario killer mascherato, come Halloween con il lugubre Michael Meyers o Scream con il più divertente Ghostface oppure Venerdì 13 con Jason Voorhees.

Un suo spazio se lo sono guadagnato anche i tre film Terrifier e pure i due Five Nights at Freddy’s.  Non possono mancare tutti i film con gli zombie (compreso il mitico video di Michael Jackson) e poi via con bambole e bambolotti assassini, i vampiri sempre graditi come i licantropi, case infestate e fantasmi e mummie, oggetto di innumerevoli travestimenti a basso costo.

Non dimentichiamo di cercare molti film con Nicolas Cage, che ha sempre nutrito grande passione per il genere. Alcuni grandi classici senza tempo sono Rosemary’s Baby di Polanski e L’esorcista di Friedkin, Shining di Kubrick, La mosca di Cronenberg, Il labirinto del fauno di Del Toro, Il corvo (quello classico non il remake), Ghostbusters (compresi i sequel) e perfino Donnie Darko.

Doug Jones

Il meraviglioso fauno del Labirinto di Guillermo Del Toro, dove il Male è assai terreno.

Con maggiore leggerezza potremmo recuperare tutti i film, vecchi e nuovi, in live action e animazione, dedicati alla meravigliosa Famiglia Addams (e la serie tv su Netflix, Mercoledì). Tutti film che hanno mostrato come sul tema esistesse la possibilità di infinite variazioni.

Un autore che sull’horror ha costruito la sua carriera è Stephen King e quindi via a tutti i film tratti dai suoi libri, fra cui ovviamente It. Andando dietro ai nomi dei registi, troveremmo pane per i nostri denti (affilati) nei lavori di Dario Argento, di John Carpenter, di Sam Raimi, Tim Burton e Rob Zombie.

E anche di un nuovo promettente autore come Zach Cregger, autore di Barbarians, Weapons e una interessante rilettura di Resident Evil, ancora in giro in qualche sala cinematografica, così come i meritevoli Hokum (con Adam Scott) e Obsession.

Amy Madigan

Non ci sono più le Streghe di una volta (qui Amy Madigan in Weapons).

Per non parlare dell’inquietante anche se critpico Backrooms, “caso” degli ultimi mesi. Parlando invece di suggestioni agresti, con echi della mitologia celtica, ci vengono in mente dei film diversi eppure accomunati da uno spirito simile, i nerissimi Midsommar di Ari Aster e The Wicker Man (1973), rifatto nel 2006 proprio da Nicolas Cage, con il titolo Il prescelto.

Nell’elenco non possono mancare neanche due “divertenti” film che si possono vedere su Disney +, Finché morte non ci separi 1 e 2. Poi ci sono i film di streghe per ridere o spaventarsi: Hocus Pocus, Amori e incantesimi 1 e 2, con le dive Kidman e Bullock, Chi ha paura delle streghe, dal romanzo di Roald Dahl, versione storica del 1990 e remake del 2020. Sempre di origine letteraria, i romanzi di R. L. Stine, ci sono i due film della serie I piccoli brividi.

Per restare in leggerezza non vanno dimenticate le parodie come Horror Movie o Scary Movie. E troviamo consona alla circostanza anche la premiatissima serie tv Widow’s Bay, in streaming su Apple Tv. Intorno ai giorni di Halloween sono in uscita però anche alcuni film nuovi.

Tim Burton

I due teneri “innamorati cadaveri” di Tim Burton.

Fra questi segnaliamo It Ends, interessante esordio di un regista 27enne, Alexander Ullom, e Ferine, diretto da Andrea Corsini, a riprova che anche a casa nostra l’horror ha delle possibilità (consigliamo anche il recupero di un altro film italiano, L’estranea, originale contaminazione di generi).

Pure il docu Ozzy and the Black Sabbath si trova a suo agio in questo momento dell’anno. Perfino Shaun la pecora, gloriosa creazione in stop motion dell’anno 2006, spin-off di Wallace e Gromit, oggi animata grazie anche alla CG, si presenta per Halloween con il film Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A.

Per migliorare il raccolto di zucche, Shaun con la sua solita intraprendenza inventa con tecniche alla Frankenstein un liquido portentoso. Peccato che il suo padrone umano lo scambi per una lozione per far ricrescere i capelli e si tramuti in una specie di enorme e pelosissimo Big Foot arancione, diventando così un mostro temuto e da eliminare.

Shaun la pecora

La geniale pecora Shaun e i suoi compagni di sempre nuove avventure.

Insieme ai suoi soliti amici e alla prode veterinaria, ostacolati dall’instupidita umanità del villaggio, Shaun dovrà escogitare un piano per rimettere le cose a posto. Ricco di calde tonalità autunnali, le zucche, il fogliame, il pelo dell’imbranato umano, il film simpaticamente ironico come tradizione, è pervaso dal suo humor leggero, temiamo oggi più percepibile dagli adulti che dai piccini.

Aggiungiamo Frankie e le creature dimenticate, tenera favola in animazione per bambini, visibile senza sofferenza anche da un accompagnatore adulto. Frankie, detto anche Stitch Head, per via dei punti da cui è tenuto insieme, è la prima “creatura” cui ha dato vita il solito “Mad Scientist” stile Frankenstein, per poi dimenticarsela.

Si è messo a creare sempre nuovi bizzarri mostri, sempre più grandi e strambi, tutti scartati come esperimenti falliti, lasciati a vagare nel suo enorme castello. Di loro si è preso cura il minuscolo Frankie, insegnando loro a guardarsi dal mondo esterno e accudendoli come gli innocenti bambini che sono rimasti.

Stitch Head

Stitch Head, protagonista di Frankie e le creature dimenticate, con due amici per la vita.

Una serie di avventure porterà tutti a confrontarsi finalmente con la folla ostile del villaggio vicino, decisa a far piazza pulita dei mostri, la cui esistenza è stata svelata da un cinico proprietario di circo. Perché i “mostri” sono diversi, sconosciuti e quindi automaticamente pericolosi.

Sono infatti l’ignoranza, il pregiudizio, che fanno vedere ai “bravi” cittadini mostri dove non ci sono, mostri creati a loro volta da altri umani e poi abbandonati a se stessi, emarginati e infelici. In linea con questo discorso, vale anche una visione il “vecchio” ParaNorman, deliziosa storia di fantasmi in stop motion del 2012.

Florence Ordesh

Una visione inquietante nel film Hokum.

E chiudiamo con Ice Cream Man, un altro grande classico, l’uomo del furgone dei gelati, che arriva con un lieto scampanellio ad attirare i piccini per poi trascinarli in un incubo grondante sangue e frattaglie, il tutto garantito da Eli Roth.

Non c’è niente di meglio che spaventarsi al sicuro di una poltrona, di cinema o casa propria, guardando mostri inventati, che talvolta sono pure meno cattivi degli umani con i quali si devono rapportare. Si usa dire che sia “catartico”. Peccato che non ci sia catarsi che tenga quando ci spaventiamo di più guardando i notiziari, circondati come siamo da mostri veri, dai quali non c’è poltrona che ci possa proteggere.

Pubblicato da Giuliana Molteni

Vado al cinema dalla metà degli anni ’50 e non ho mai smesso. Poi sono arrivate le serie tv.