Ozzy & The Black Sabbath: Back to the Beginning – Recensione

Ozzy & The Black Sabbath: Back to the Beginning, ancora insieme per l’ultima volta, circondati dal Gotha dell’Heavy Metal.

Siamo quasi a Ognissanti e se c’è un nome nella musica rock che può richiamare immediatamente le atmosfere di Halloween, è quello di Ozzy Osbourne, mitico frontman dei Black Sabbath, gruppo storico di heavy metal.

Ozzy è anche passato alla leggenda metropolitana per l’aneddoto che lo raccontava intento ad azzannare la testa di un pipistrello (vivo o morto ancora non si è deciso) nel lontano 1982 durante uno show a Des Moines.

Ma sgombrando il campo da questi folkloristici aneddoti, Ozzy è noto universalmente per il suo sodalizio artistico e per una carriera davvero gloriosa. Il bel documentario Ozzy & The Black Sabbath ci farà partecipare a un evento irripetibile.

La reunion fra Ozzy e i suoi soci e una quantità di guest star da far impazzire di felicità ogni fan, avvenuta a Birmingham il 5 luglio 2025 davanti a 42mila spettatori dal vivo e 6 milioni in streaming.

Ozzy Osbourne

Un Re sul suo trono, Ozzy per l’ultima volta sul palco.

Ozzy & The Black Sabbath è una di quelle occasioni irripetibili per godersi un’impressionante sfilata di quei personaggi, cantanti o strumentisti, che hanno fatto grande quel genere musicale, da far battere il cuore a ogni appassionato.

Ozzy è assiso sul suo nero trono ornato da ali di pipistrello (e come potrebbe essere diversamente) per tutta la durata del concerto, cantando sempre da seduto. Si sapeva delle sue precarie condizioni di salute (Parkinson), ma non si poteva immaginare che un infarto sarebbe sopravvenuto dopo soli 17 giorni.

Nel documentario le canzoni eseguite da Ozzy (con una band in cui spicca l’eccelso chitarrista Zakk Wylde) sono intervallate dalle esibizioni delle numerose guest star della serata, che sono accorse per un’occasione che si sapeva irripetibile, a sancire amicizie decennali.

Zakk Wilde

Zakk Wylde ad accompagnare con la sua chitarra le esibizioni di Ozzy.

Solo per citare qualche nome, presentati nientedimeno che da Jason Momoa e con Tom Morello come direttore musicale, usciranno sul palco Antrax, Mastodon, Alice in Chains, Pantera, Slayer, Steve Tyler e Ron Wood, i Metallica, Guns N’ Roses, Bill Corgan degli Smashing, il travolgente Youngblud.

E alla fine Ozzy e i suoi Black Sabbath, Tommi Iommi, Geezer Butler, Bill Ward. Si chiude con Paranoid e Ozzy che in un filmato di repertorio ci lascia con un momento commovente. A getto continuo, entrano in scena i nomi leggendari di questo genere musicale che riesce a tenere la sua presa su un pubblico fedele, indifferente alle mode, che vuole sempre e solo tornare alle basi, che non sono cambiate in più di 50 anni.

L’Heavy Metal è per sempre. E vista l’energia e la voglia di esibirsi di tutti gli artisti, spesso ormai più che settantenni, si può pensare che davvero, se si superano le intemperanze giovanili e non coglie qualche malattia imprevista, l’heavy metal sia un elisir di lunga vita.

Ozzy & The Black Sabbath sarà nelle sale solo il 28 e 29 ottobre, distribuito da Nexo Studios, che, oltre a numerosi altri documentari musicali, ultimamente ha distribuito gli splendidi Queen Budapest e Linkin Park: Unshatter.

Scheda tecnica:

Regia: Ben Wainwright-Pearce, Tim van Someren

Cast: Ozzy Osbourne

Distribuzione: Nexo Studios

Genere: documentario, musicale

Pubblicato da Giuliana Molteni

Vado al cinema dalla metà degli anni ’50 e non ho mai smesso. Poi sono arrivate le serie tv.