Tuner, con sottotitolo italiano “L’accordatore” è un originale thriller sentimentale con il protagonista afflitto da una patologia poco nota.
Niki è un giovane uomo con una particolarità, che per lui è invalidante e che gli ha rovinato una carriera da pianista, precocemente dotato. Lui ha un udito ipersensibile che gli rende la vita impossibile anche in presenza dei rumori di una normale quotidianità, provocandogli dolori atroci, vomito e svenimento se sono più violenti, come semplici clacson, sirene e allarmi nel traffico.
Niki per sua fortuna è finito sotto l’ala protettiva di Harry, un anziano ed eccentrico ex pianista jazz, che in vecchiaia si è riciclato come accordatore di pianoforti. Mano a mano che invecchiava e perdeva l’udito, Harry aveva incrementato la capacità di Niki in una direzione professionale.
Quando li incontriamo, stanno facendo il giro dei loro clienti, i ricconi newyorkesi che hanno tutti un pianoforte a coda nei loro saloni, solo come status symbol, ma ottusamente ogni tanto chiedono loro anche di sgorgare un water o sistemare il wi-fi.
La particolarità di Niki, che porta costantemente dei tappi alle orecchie e in casi più gravi aggiunge le cuffie esterne, è l’opposto della sordità, ma gli invalida la vita nello stesso modo, isolandolo dal resto del mondo, che non riesce ad apprezzarlo e nulla sa del suo sostanziale fallimento, stato che lui patisce molto.

Tappi per le orecchie e cuffie antirumore per sopravvivere al rumore quotidiano.
Niki è diventato un ragazzo chiuso, solitario, che solo in Harry e sua moglie ha trovato famiglia. Quando l’indisciplinato anziano finisce in ospedale, Niki si preoccupa come fosse suo padre, anche per la sua precaria condizione finanziaria. In quel periodo incontra Uri, intimidente titolare di una ditta che installa impianti di sicurezza.
La posizione dell’uomo, che agisce con due soci, è ideale per poi derubare i ricchi cui ha installato gli stessi impianti. Uri lo fa con un certo stile, poche cose ben scelte che nella quantità di beni posseduti dai ricconi possono passare inosservate.
L’orecchio finissimo di Niki attira la sua attenzione, perché chi meglio del ragazzo potrà aprire le casseforti a combinazione meccanica, quelle con la rotella e i lievi clic che segnalano il numero esatto della combinazione?

In certe situazioni, l’iperacusia può essere molto utile.
Niki finalmente invece che mancante di qualcosa, diventa portatore di una specie di dono e comincia a guadagnare tanti soldi, che servono per rimettere in sesto la sua famigliola e per coprire le spaventose spese ospedaliere.
Tutto sembra andare bene, anche perché Niki ha conosciuto Ruthie, promettente e ambiziosa pianista, iniziando con lei una relazione molto intensa. Ma le cose si complicheranno e Niki, cercando di uscire dalla situazione in cui si è cacciato, andrà incontro a situazioni assai rischiose.
Tuner, l’accordatore, è un originale thriller sentimentale, con un protagonista afflitto da un handicap insolito, che rende la storia interessante grazie anche a un’ottima resa sonora dell’ambiente e dei relativi problemi che crea al protagonista, che per sopravvivere deve isolarsi, attutire il frastuono di qualunque origine che ci circonda quotidianamente.

Complicato scegliersi come fidanzata un’ambiziosa pianista.
Il film Tuner, scritto (insieme a Robert Ramsey) e diretto da Daniel Roher, premio Oscar nel 2023 per il suo documentario Navalny, regge bene per due terzi, poi nel finale si aggroviglia in una svolta thriller più improbabile. Che però permette al mite e succube Niki di compiere non solo una ma ben due azioni, che costituiscono per lui una rivalsa.
E quella conclusiva, la meno scontata, è la migliore e contribuisce in modo decisivo a farci alzare dalla poltrona con un giudizio positivo. Nel film la patologia di Niki (almeno nel doppiaggio) viene definita “orecchio assoluto”, quello che avevano Mozart, Beethoven, Chopin (in tempi più recenti si dice di Mariah Carey, Stevie Wonder, Michael Jackson).
Consiste nell’abbinare immediatamente la frequenza di un suono all’esatta nota corrispondente e replicarla, effettiva dote naturale di Niki che però è stata messa a dura prova dalla sua iperacusia, che lo ha messo in condizione di non poter suonare ma solo controllare i suoni.

L’apprendista con il suo mentore, Leo Woodall e Dustin Hoffman.
Protagonista è Leo Woodall, attore assai emergente, visto nelle serie tv Prime Target, One Day e The White Lotus e poi nei film Bridget Jones – Un amore di ragazzo e Norimberga. Il “vecchio leone” Dustin Hoffman è assai brillante nella resa del suo chiacchierone Harry, anche lui messo in disparte dal mondo per il motivo opposto, la vecchiaia e la conseguente sordità.
Un bel personaggio, che giustifica un cameo di Herbie Hancock (mentre Will Bates compone la bella colonna sonora jazz che scorre in sottofondo). L’appaltatore disonesto ha la brutalità di Lior Raz, attore israeliano che abbiamo conosciuto con la serie tv Netflix Fauda. Jean Reno si ritaglia una bonaria comparsata nelle ultime scene del film.
Havana Rose Liu è la giovane Ruthie, alle prese con un personaggio po’ troppo autoriferito per essere simpatico. Ma il mondo va così, solo così si sopravvive.

E Niki ci insegna che di un handicap si può faticosamente fare un mestiere e a quel punto sta a noi decidere come e dove indirizzarlo, prendendosi la rivincita nel difficile equilibrio fra chi ci sottovaluta e svilisce e chi ci apprezza e gratifica. Come dicono gli anglosassoni, insomma, se hai solo limoni, fatti una limonata.
Scheda tecnica:
Regia: Daniel Roher
Cast: Dustin Hoffman, Leo Woodall, Havana Rose Liu, Jean Reno, Lior Raz
Distribuzione: Notorious Pictures
Genere: thriller, drammatico