The Invite, remake americano di un film spagnolo, è una commedia che sembra allegra e trasgressiva ma è molto più amara e imbarazzante di quanto sembri.
Si dovrebbe essere sempre innamorati, per questo non ci dovrebbe mai sposare (Oscar Wilde). Su questa frase si apre la commedia da ridere ma mica tanto The Invite.
Che vede schierato un bel quartetto di attori, Seth Rogen, Penélope Cruz, Edward Norton e Olivia Wilde, che anche dirige, su sceneggiatura di Will McCormack (Toy Story 4) e Rashida Jones, figlia di Quincy Jones, attrice e già anche lei autrice di Toy Story 4 e Quincy, il bel docu sul padre, e di alcune serie tv.
The Invite, prodotto A24 distribuito in l’Italia da I Wonder, è il remake americano del film spagnolo Sentimental, tratto a sua volta della piéce teatrale dello stesso regista Cesc Gay. Il film era già stato rifatto da noi nel 2023, con il titolo Vicini di casa, con Claudio Bisio, e pure in Corea del Sud. Il film è dedicato a Diane (Keaton) attrice che aveva recitato con Olivia Wilde nel film Natale all’improvviso.
La trama è semplice, tutta l’azione si svolge nell’arco di una serata fra le quattro mura di un appartamento accuratamente restaurato. Un bel guscio che racchiude una coppia scoppiata che non vuole prendere atto della triste realtà.

Un bel quartetto di borghesi apparentemente realizzati.
Joe e Angela (Seth Rogen e Olivia Wilde), ex musicista ora frustrato insegnante di musica lui, casalinga disperata lei, stanno insieme da troppi anni, si sono dimenticati perché si fossero scelti e ormai si trascinano in un rapporto autodistruttivo, costellato di estenuanti battibecchi.
Al piano di sopra dell’elegante condominio in cui abitano, arrivano Hawk e Pina (Edward Norton e Penélope Cruz), una coppia bella e piena di vita, così tanta da provocare imbarazzanti rumorosità notturne.
Senza avvisare il marito, che infatti è ostile all’idea, Angela decide di invitarli a cena, piena di repressa curiosità, desiderosa di esibire le sue doti di perfetta padrona di casa, che nascondono l’abisso del suo scontento. La serata, fra terribili imbarazzi e continui fraintendimenti, avrà un esito ben diverso dal previsto.

La forzata cordialità di una padrona di casa in crisi.
Nella loro infelicità e ristrettezza di idee piccolo borghese (molto anglosassone) Joe e Angela non riescono a essere simpatici, piuttosto sono solo imbarazzanti. Ma pure i due spregiudicati del piano di sopra, che confessano con gioia ammucchiate di sesso anche eccessive, non riescono a conquistare.
Sarà poco alla volta che ergeranno i problemi che tutti hanno affrontato e dai quali solo alcuni sono riusciti a uscire, non senza fatica ma almeno provando strade inusuali. La coppia Cruz/Norton, terapeuta e pompiere, infastidisce nel gioco scoperto di mostrarsi internazionale e disinvolta, trovando nei due repressi Rogen/Wilde il perfetto contraltare, pronti ad abboccare al loro amo.
Ma uscire dal guscio rigido in cui Joe e Angela hanno rinchiuso le loro vite non sarà facile e forse la serata si tramuterà in qualcosa di più importante che una scopata a quattro. The Invite non è Woody Allen, non è Polansky, non è neanche un gioco al massacro.

La coppia “trasgressiva” e felice Edward Norton/Penelope Cruz.
È una storia che ci conferma che per vivere decentemente bisogna avere il coraggio di guardarsi dentro ma per bene, con onestà, riconoscendo, ammettendo. E riuscendo a cambiare quel qualcosa di sbagliato, di danneggiato, cui con entusiasmo autolesionista permettiamo invece di rovinarcela, quella vita unica e irripetibile che abbiamo avuto a disposizione. Se siamo infelici, chiediamoci quando abbiamo deciso di esserlo.
Magari ci riuscissero davvero Joe e Angela, nel finale più scoperto rispetto a quello originale e a quello italiano. Finale che rovina un po’ l’atmosfera, non perché si voglia gente infelice a tutti i costi ma perché sembra troppo facile la quiete che cala dopo la dolorosa tempesta precedente.
Si ride parecchio nella parte centrale, quando il gioco si fa scoperto ma si prova disagio durante i crudeli scontri verbali fra Joe e Angela e durante le loro interazioni con Pina e Hawk, ammantate di fasulla disinvoltura.

Ottimi tutti gli interpreti ma rifulge Seth Rogen, personaggio lager than life, attore, produttore, sceneggiatore di successo, co-autore di film e serie tv molto apprezzate, come Preacher, dal celebre fumetto, il fenomeno The Boys, lo spin off Gen V, la premiatissima The Studio.
Destinato a fare l’omone goffo, qui conquista con il suo cronico impaccio, la convinzione di non essere “figo” come il mondo esige, mentre affoga nella sua palese ma negata frustrazione e si auto-esclude nascondendosi dietro uno spesso paravento di battute salaci, di ironia irresistibile, dietro la sua ormai famosa risata, per cui consigliamo, come sempre del resto, la visione in originale.
Come morale della favola, ricordiamoci che noi possiamo raccontarcela come vogliamo e credere sinceramente alle nostre stesse bugie, ma quando le raccontiamo agli altri, le loro orecchie potrebbero percepire una storia ben diversa.
Scheda tecnica:
Regia: Olivia Wilde
Cast: Olivia Wilde, Seth Rogen, Edward Norton, Penélope Cruz
Distribuzione: I Wonder Pictures
Genere: commedia