La fine di Oak Street – Recensione

La fine di Oak Street è una buffa storia di umani e dinosauri, che promette divertimento surreale ma con sentimentalismo.

Cosa c’è intorno a Oak Street? C’è il solito quartiere da casalinghe disperate, da cui ogni mattina i mariti partono per andare al lavoro, lasciando le mogliettine ad accudire casa e figli. 

Belle villette della middle class, verdi praticelli, ragazzini in bici, ogni tanto un bel barbecue per socializzare. Tante famigliole felici, tante diversamente infelici. Una di queste è la famiglia Platt, marito, moglie e due figli adolescenti, cagnetto di famiglia indisciplinato, apparenza idilliaca mentre dietro la facciata sta covando un divorzio.

La più ostile è la moglie,Denise (Anne Hathaway), casalinga con velleità letterarie, frustrata da una vita che non la soddisfa e da un marito che fa finta di niente. Greg infatti (Ewan McGregor) si è reso conto che le cose non vanno più bene ma ostinatamente sembra non capire il problema, perché non può neanche pensare di perdere la sua famigliola, mentre gestisce di nascosto altri problemi.

Dei due figli che dire, la femmina maggiore del fratello tredicenne, molesti come tutti gli adolescenti di film e serie tv, bravi ragazzi ma un po’ troppo opprimenti e ansiosi, degni figli di genitori anche troppo protettivi.

Anne Hathaway Ewan McGregor

Una famigliola in crisi in attesa del pretesto per ricompattarsi.

In questa situazione non idilliaca si verifica un evento folle e inspiegabile: in una notte di tempesta, in mezzo a un turbine di luci abbaglianti, tutta la zolla che contiene il quartiere si ritrova spostata nel tempo. E in quale tempo? Quello dei dinosauri, altrimenti che divertimento ci sarebbe.

Come riuscire a salvare la pelle, come sopravvivere mentre si cerca affannosamente una soluzione? E una soluzione esiste? Non si pensi a una specie di Jurassic Park o a film come Monsters (quello di Gareth Edwards), l’action Fuga dalla terra, l’angosciante Cloverfield o il tragico The Mist (o al B Movie Primitive War su Prime in questi giorni).

Piuttosto siamo dalle parti di Jumanji, perché la situazione permette parentesi comiche e surreali, mentre spicca la totale impreparazione degli inetti umani a cavarsela se messi in una situazione che davvero li soverchia. In questo ricordando forse più di tutto L’era glaciale 3, grazie anche al bizzarro “look” dei rettiloni.

Maisy Stella Christian Convery

Un tirannosauro fa sempre e dovunque lo stesso effetto.

Qualche volta i siparietti comici sono riusciti, talvolta sono più forzati. Fra ammazzamenti crudeli e sanguinosi, perché i fantasiosi dinosauri sono ovviamente cattivissimi, con i suoi veloci 100 minuti di durata La fine di Oak Street riesce a far ridere, a patto di entrare nel mood.

Che rimanda a quella che oggi tendiamo a considerare la più recente “età dell’innocenza”, almeno cinematografica, quella dei film più giocosi, di azione ma con sentimento, senza la preoccupazione della plausibilità scientifica: gli anni ’80 insomma.

Anche se nel tentativo di dare una spiegazione a quanto è accaduto, si tira in ball Carl Sagan, per il resto Christopher Nolan si alzerebbe indignato e se ne andrebbe. Alla fine infatti il film porta a una conclusione per niente rivoluzionaria e che con la scienza non c’entra niente, che cioè solo messa alle strette la famiglia riuscirà a ricompattarsi, comprendendo fino in fondo quali siano i veri valori della vita.

La storia è liberamente tratta da un episodio della serie tv americana degli anni ’60 The Outher Limits (A Feasibility Study del 1964), una specie di derivazione della storica Ai confini della realtà. Ci ha rimesso mano, come sceneggiatura e regia, David Robert Mitchell, quello di It Follows e Under the Silver Lake, e fra i produttori figura anche J.J. Abrams, uomo che ama frequentare questo genere di film.

L’incontro fra personaggi così diversi è forse il motivo per cui si fatica un po’ a individuare il tono del film, se sia una cosa seria o faceta e forse vuole essere entrambe le cose, in un mix non perfettamente riuscito. Però resta un prodotto abbastanza divertente, realizzato anche in Imax per “spaventarsi” di più.

Scheda tecnica:

Regia: David Robert Mitchell

Cast: Anne Hathaway, Ewan McGregor, Maisy Stella, Christian Convery

Distribuzione: Warner Bros.

Genere: commedia, horror, fantascienza

Pubblicato da Giuliana Molteni

Vado al cinema dalla metà degli anni ’50 e non ho mai smesso. Poi sono arrivate le serie tv.