Hen – Recensione

Hen racconta la breve storia di una gallina, metafora trasparente di tante situazioni umane.

Da quando si nasce, uscendo dall’utero materno, è tutta una fatica, una lotta per sopravvivere alle insidie del mondo. Si cresce e sembra che ci circonda ci abbia già assegnato un ruolo e ci tratti in base a quello, imbevuto di preconcetti e luoghi comuni. Si cerca di sottrarsi, di trovare la propria strada, la libertà.

Ma intorno a noi tutto congiura per rinchiuderci in una gabbia o addirittura nuocerci, soggetti come siamo alla volontà di poteri che ci sovrastano. Ma non stiamo parlando di noi umani, parliamo dei polli, della nostra protagonista, la gallina Hen.

Alla quale va già bene nascere femmina, perché i pulcini maschi, inutili perché non fanno le uova e un solo maschio può fecondare un sacco di femmine, vengono maciullati al volo in massa. Lei per di più è nera, in un mondo di galline d’allevamento chiare e anche questa diversità contribuisce a determinare la sua sorte.

Appena cresciuta, spinta da una sua insopprimibile curiosità, fugge dal camion che l’avrebbe portata in qualche orrida fabbrica, per finire rinchiusa a fare uova sotto le luci artificiali di un lurido hangar. Si trova così ad affrontare i rischi della libertà, predatori, aggressioni, poco cibo e nessun rifugio, incertezza sul domani insomma.

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Una gallina nasce e inizia a lottare per la sopravvivenza.

Dopo tanti umani villani e brutali incontra un anziano, che la tratta meglio degli altri e la tiene nel suo pollaio. Dove conosce le gioie (si fa per dire) dell’amore, venendo quotidianamente fecondata da un aggressivo gallo. E inizia a fare uova, che però nonostante i suoi sforzi, ogni giorno le vengono sottratte.

La gallina impara anche a fare qualche passeggiata fuori dal suo recinto e così anche noi vedremo che è capitata in un misero ristorante, che si trova sulle colline di un’isoletta greca. Dove per fare i soldi non c’è che il contrabbando, di sigarette un tempo, adesso di esseri umani, i soliti disgraziati profughi che arrivano esausti sui gommoni.

E anche la gallina (perché tutto è scritto) avrà un ruolo nel destino di alcuni profughi, nel bene e nel male. Ma lei che ne sa, ignara di tutto, in cerca della sua indipendenza, che consiste anche nel tenersi le sue uova, che potrebbero diventare dei teneri pulcini, nel becchettare in giro, schivando i litigiosi umani, nello scegliere il gallo che più le piace.

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Hen da adulta, mentre scruta e deduce.

Senza capire, senza sapere, resterà sullo sfondo di una tragedia che per lei però potrebbe avere un esito finalmente favorevole. Qualche settimana fa abbiamo parlato della rivalutazione delle pecore per lo spiritoso film Pecore sotto copertura.

Adesso con il film Hen (distribuito da Officine Ubu), tocca essere rivalutata a un’altra categoria, le galline, disprezzate perché considerate stupide, per l’incapacità di volare pur avendo ali, le mosse scattose, il chiocciolare continuo, lo sguardo inespressivo.

Hen è una storia bizzarra, tutta ad altezza di gallina, scritta (insieme a Zsófia Ruttkay) e diretta dall’ungherese György Pálfi (mentre il film è una produzione greca) e nei suoi paralleli con la condizione umana, ciascuno potrà divertirsi a riconoscere tanti aspetti che riguardano da vicino anche noi onnipotenti umani.

La gallina Hen non è disneyanamente umanizzata, bastano le giuste inquadrature e il montaggio a trasmettere le sue reazioni, a comunicare i suoi sentimenti, come spesso si fa con gli animali (e anche con i bambini piccoli).

Otto protagoniste diverse sono state impiegate per interpretare la simpatica, audace, curiosa gallina, anche maldestra ovviamente e ingenua, che mai però si arrende e osserva, studia, si ingegna, trovando soluzioni, inventando strategie. Tutto solo per sopravvivere, giorno dopo giorno. Se non è umano questo ….

Scheda tecnica:

Regia: György Pálfi

Cast: Yannis Kokiasmenos, Maria Diakopanayotou

Distribuzione: Officine Ubu

Genere: drammatico

Pubblicato da Giuliana Molteni

Vado al cinema dalla metà degli anni ’50 e non ho mai smesso. Poi sono arrivate le serie tv.