Supergirl – Recensione

Il film Supergirl ci introduce il nuovo personaggio del mondo Superman, la capricciosa cuginetta che dovrà imparare ad affrontare e gestire i suoi grandi poteri.

Chi è Kara Zor-El e perché ha un così brutto carattere? Kara è la Supergirl del titolo del nuovo film dell’Universo DC, diretto da Craig Gillespie.

Kara, creata da Binder e Plastino nel 1959 e poi oggetto di numerose riscritture, è la cugina di Superman, spedita anche lei sulla Terra per salvarla dalla distruzione e per occuparsi del cuginetto, là mandato in precedenza dai suoi genitori.

Ma per una faccenda legata allo stato del suo viaggio in animazione sospesa, Kara è rimasta della stessa età, una ragazzina quindi, mentre intanto sulla Terra Kal El è cresciuto normalmente, diventando un giovane uomo. Che quindi si trova nella difficile posizione di accudire lui Kara, di spiegarle cosa è successo e tante altre cose.

Lavoro non facile, perché molte novità tutte insieme, compreso il difficile inserimento in un ambiente sconosciuto, quello terrestre, e la gestione di poteri che prima non possedeva, rendono Kara molto agitata e poco gestibile. E assai infelice, anche perché è rimasta priva del calore di una famiglia, a differenza del cugino, che è assai meglio “inserito”.

Milly Alcock

Kara e Krypto, un legame indissolubile.

Così nella protagonista finiscono per riassumersi tutte le peggiori caratteristiche dell’adolescenza già difficile anche per persone normali, ma in forma enhanced, l’insofferenza verso ogni regola, il rifiuto verso tutto quanto non le piace o non capisce. Il che tracima in atteggiamenti che ben conosciamo, sregolatezza totale nel sistema di vita, rifiuto dell’autorità, indipendenza e autonomia che implicano però la solitudine più totale.

Kara è trasandata, sembra abbia poco familiarità anche con doccia e shampoo, sregolata negli orari, incapace di assumere qualsivoglia impegno. Solo un essere vivente le sta a cuore, il cagnetto Krypto, che è entrato da cucciolino nella sua vita in un momento particolarmente delicato.

Proprio per salvargli la vita, Kara finirà coinvolta in un’avventura che costituirà alla fine il suo primo momento di crescita. Mentre si sta ubriacando in solitaria in un pessimo bar dello spazio (dove non c’è il sole rosso o giallo, perché altrimenti i suoi poteri le impedirebbero di finire “high”), incontra la tredicenne Ruthye, impavida ragazzina in cerca di vendetta per la barbara uccisione della sua intera famiglia.

Milly Alcock Matthias Schoenaerts

L’eroina e il “cattivo” a confronto.

Responsabili sono i brutali barbari, un gruppo di orridi predatori che scorrazza per lo Spazio rastrellando donne da ingravidare per proseguire la loro discendenza che sarà però di soli maschi. Il cagnetto è avvelenato dal loro capo, il perfido Krem, che poi se ne vola via con l’antidoto per la mortale sostanza e Kara, si getta al suo inseguimento.

Ma durante la sua già nobile missione, troverà anche motivi più sostanziosi per il suo intervento, che rischierà un paio di volte di costarle la vita. Provocando però la sua prima vera crescita come persona. Durante l’avventura incontrerà Lobo, una specie di cacciatore di taglie, anche lui poco avvezzo ai rovelli morali, interpretato da un monumentale Jason Momoa, con trucco stile Kiss.

In certi dettagli della trama e da un punto di vista estetico (siamo in un universo steampunk ferroso e lurido, buio e medievale nella sua sporcizia) abbiamo avvertito dei rimandi a Mad Max Fury Road. Il villain supremo è un ghignante ed enorme Matthias Schoenaerts, qui con un trucco degno di Clive Baker.

Eve Ridley

L’impavida Ruthye, in cerca della sua vendetta.

Kara si evolverà da quello che era, una ragazza a disagio che non ha ancora trovato il suo posto in un mondo nuovo cui lei non appartiene, a Supergirl, una giovane donna più responsabile e conscia dei valori che è chiamata a difendere, come le ripete il paziente e affettuoso Super-cugino.

Va detto che pur in poche apparizioni si conferma la scelta di David Corenswet per Superman, ricordiamo ancora le roventi polemiche. Ma è stata assai bene scelta anche la pur 26enne Milly Alcock, con la sua faccetta volitiva e poco cordiale, per niente pupattola, che in precedenza era stata la giovane Rhaenyra Targarien in House of the Dragon (su Prime) il prequel di Game of Thrones, vista velocemente nel finale del Superman dell’anno scorso.

Qui nessuna scena nei o dopo i titoli di coda. Dirige professionalmente Craig Gillespie (le serie tv Your Friends and Neighbors, Sorelle sbagliate, Physical, i film Dumb Money, Crudelia, Tonya) su sceneggiatura di Ana Nogueira (la serie Hightown, che aveva una poco convenzionale poliziotta come protagonista), che prende spunto da Supergirl: La donna del domani di Tom King e Bilquis Evely.

Milly Alcock

La ragazza frequenta i soliti “peggiori” bar dell’Universo.

Sono ovviamente nominati Jerry Siegel e Joe Shuster, creatori di Superman, sempre di dovuto riferimento, i cui eredi detengono il 50% dei diritti sul personaggio. Su Supergirl era stata già realizzata nel 2015 una serie tv di 6 stagioni con Melissa Benoist (visibile su Prime Video), molto più blanda e convenzionale.

E’ rimasta invece nella memoria Helen Slater, che la interpretava nel 1984 in un film con un cast che comprendeva addirittura Peter O’Toole e Faye Dunaway. Il personaggio compariva anche in Smallville interpretata da Laura Vandervoot e in The Flash del 2023 con una diversa attrice, Sasha Calle.

Mai ironico e dissacrante come il trattamento di Superman per mano di James Gunn, ma sempre sotto la sua egida, Supergirl tiene un tono in giusto equilibrio fra avventura, dramma e commedia, con diverse annotazioni precise sui rischi di farsi vendicatori a oltranza (suona qualche campanello?) e sulla difficoltà di passare da una vita di disimpegno e sballo, per coprire il proprio scontento esistenziale, al sacrificio e l’impegno per fare qualcosa di più.

Perché quando “i cattivi” superano l’asticella, fare finta di niente e andare avanti solo a forza di aperitivi e sbronze non si può più. Meditate, gente, meditate…

Scheda tecnica:

Regia: Craig Gillespie

Cast: Milly Alcock, Eve Ridley, Matthias Schoenaerts, Jason Momoa, David Corenswet, David Krumholtz

Distribuzione: Warner Bros.

Genere: fantastico, azione, avventura

Pubblicato da Giuliana Molteni

Vado al cinema dalla metà degli anni ’50 e non ho mai smesso. Poi sono arrivate le serie tv.